Progetto Educativo

CHI SIAMO 

Il micronido “Il Toponido” ha sede a Daverio (Va) in Frazione Torre n°6. Il micronido è un servizio educativo volto a favorire la crescita dei bambini dai 6 ai 36 mesi di vita. 

INTRODUZIONE 

Il nostro progetto costituisce un documento di riferimento per le educatrici e uno strumento di informazione per le famiglie. Esso rende trasparenti i principi fondamentali su cui opera il Micronido e ne chiarisce la struttura e l’organizzazione. Inoltre vengono dichiarati quali sono gli obiettivi principali della nostra attività e in che modo si intendono raggiungere, attraverso una metodologia e l’utilizzo di risorse e strumenti. 

L’IDEA DI BAMBINO 

I primi anni di vita di un bambino sono a nostro parere cruciali: le esperienze infantili condizionano infatti il carattere e influenzano le scelte future. Per questo motivo riteniamo fondamentale creare un contesto sereno che pone il bambino 2 nelle condizioni di essere accolto, ascoltato e sostenuto in ogni sua esigenza. Il Toponido cerca di favorire la crescita del bambino in tutti i suoi aspetti (relazionale,cognitivo,affettivo e psicomotorio) favorendo lo sviluppo delle potenzialità di ognuno. Le educatrici accompagnano il bambino per un tratto importante della sua crescita, comprendendone e valorizzandone ogni fase, mettendosi loro stesse in gioco e affiancando la famiglia nel compito educativo. 

OBIETTIVI DEL MICRONIDO 

1) obiettivi psicologici:

  •  favorire un armonico sviluppo psicofisico
  •  garantire un distacco graduale dai genitori durante la fase di inserimento
  •  favorire la socializzazione con gli altri bambini e gli adulti.

2) obiettivi sociali: 

  • acquisire le nozioni di tempo e di spazio
  • favorire l’incontro e le relazioni: il bambino e l’educatrice, i bambini tra loro, l’educatrice e il gruppo, i genitori e le educatrici.
  • acquisire autonomia e identità personale 

Il tema dell’autonomia ha per noi una rilevanza notevole; molte teorie pedagogiche, come quella montessoriana, hanno rivelato come un bambino educato all’autonomia manifesti una spiccata vitalità, intraprendenza e creatività. La presenza discreta dell’adulto che ripone la giusta fiducia nel piccolo è il requisito fondamentale se si vuole stimolare l’autonomia. L’AUTONOMIA, intesa da noi come il piacere di fare sa soli e non come il saper fare da soli è così diventato uno degli obiettivi cardine del nostro progetto educativo. 

Sviluppare l’identità significa imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nell’affrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile, come individuo che sperimenta diverse forme e ruoli: figlio, compagno, amico, maschio, femmina, componente di una comunità. 

3) obiettivi pedagogici:

 - avviare un percorso educativo che miri a promuovere lo sviluppo delle abilità del bambino
 - stimolare la creatività e la curiosità 

LO SPAZIO DEL NIDO 

L’ambiente è progettato ad hoc per far sì che il bambino si senta accolto e amato, ma nello stesso tempo possa sviluppare una percezione del sé. Gli spazi sono organizzati tenendo conto delle esigenze del bambino, al fine di permettergli di sviluppare la propria personalità in maniera libera e sicura. Lo spazio vuole essere accogliente, caldo e curato poiché, se l’ambiente riesce ad essere FACILITANTE, CONTENENTE ed INTEGRATO (ovvero offre al bambino sicurezza e continuità), STIMOLANTE e PROPONENTE (cioè favorisce l’emergere e lo sviluppo delle potenzialità e competenze del bambino) potrà considerarsi un luogo EMOZIONALMENTE significativo per ogni suo abitante. “Il Toponido” si trova a piano terra e ha un grande giardino dove i bambini posso giocare e stare all’aria aperta. L’ambiente è suddiviso in un salone spazioso con angolo cucina, una camera per la nanna, servizi igienici a misura di bambino e dotati dell’angolo per il cambio. 

Il salone è suddiviso in angoli così denominati: 

  • angolo morbido: dotato di tappeto, cuscini, peluches e un divano dove i bambini posso rilassarsi, anche all’accoglienza, e leggere storie in tranquillità. 
  • angolo cucina: dotato di una cucina giocattolo, tutta in legno con forno, lavandino e credenze. In questo spazio i bambini possono fare il gioco del “far finta”, armeggiando con pentolini, posate e bicchieri. 
  • angolo delle attività: con due tavolini e sedie a misura di bambino, dove è possibile disegnare, travasare, pitturare e manipolare a seconda dell’attività proposta.
  • angolo libero e dei travestimenti: con scatoloni al cui interno sono presenti vestiti, cappelli, occhiali, borse e bambole per permettergli di immedesimarsi in altre persone.


EQUIPE E METODO EDUCATIVO: 

All’interno del “Toponido” opera un equipe competente formata da: La responsabile: Sig.na Francesca Maffei. La funzione di coordinamento pedagogico-didattico è affidata ad un’educatrice del nido, in possesso di diploma di laurea in scienze dell’educazione o diploma equiparabile. La coordinatrice, in accordo con la responsabile, ha compiti di indirizzo e sostegno tecnico al lavoro degli operatori. Sono impiegate presso il nido due educatrici in possesso dei titoli richiesti. Il personale ausiliario è costituito da n.1 ausiliaria per le pulizie che svolge le sue funzioni rispettando le norme vigenti in materia di igiene. L’equipe si riunisce quotidianamente per discutere, analizzare e definire la programmazione educativa e per trovare insieme soluzioni alle difficoltà che possono presentarsi. 

LA GIORNATA TIPO: 

- l’inserimento iniziale: L’inserimento del bimbo al Micronido è un momento importante e delicato, sia per il piccolo ospite, sia per la sua famiglia. I genitori si presentano al servizio prima infanzia nella prospettiva di iscrivere il proprio bambino ad un servizio a loro sconosciuto e quindi desiderosi di avere più informazioni possibili; dall’altra parte le educatrici hanno il bisogno di raccogliere ogni informazione utile per un sereno e positivo inserimento. Per tali motivi è funzionale attuare colloqui e confronti tra educatrici e genitori, per così scambiare notizie, punti di vista, per mitigare eventuali preoccupazioni e per visitare il servizio. L’inserimento ha come obiettivo essenziale quello di dover assicurare al bambino un’accoglienza il più possibile serena, limitando al massimo le difficoltà legate alla separazione dal 6 proprio genitore e al suo introdursi in un ambiente nuovo. Il bambino si trova a dover affrontare una realtà quotidiana mai sperimentata, ricca di figure adulte e di coetanei a lui sconosciuti. Per questi motivi l’inserimento avviene in modo GRADUALE. Il tempo d’inserimento varia in base alle esigenze del bambino, visto la delicatezza di tale momento, si sviluppa in almeno due settimane. 

- ascolto e osservazione durante la giornata: soprattutto nella fase iniziale, ma anche durante tutto l’anno, l’ascolto e l’osservazione da parte delle educatrici è fondamentale. Lo scopo è quello di tutelare il bambino nella sua integrità, nei suoi spazi e con i suoi tempi. Ma cosa ascoltare? Cosa vedere? Si osservano i comportamenti, le reazioni, le espressioni e le emozioni. Si osservano i bisogni, le paure e i desideri e si usano come punto di partenza per migliorare le relazioni (sia tra bambino-bambino che tra bambinoeducatrice) e per supportarli nello sviluppo delle capacità cognitive, affettive e relazionali. 

- la giornata 


 - la pappa: Il momento del pranzo permette molteplici interazioni: tra educatrice – bambino e tra bambini. Il pranzo permette di sviluppare l’attaccamento sicuro e il calore umano, di aumentare la sensazione di benessere psicofisico dei bambini e la loro autonomia. Un’atmosfera calma e piacevole, i posti fissi a tavola e i rituali (cantare, apparecchiare la tavola, consegnare delle bavaglie) rendono il pasto un’occasione di socializzazione e di apprendimento delle prime regole sociali. 

- il cambio: i momenti del cambio e dell’igiene personale dei bambini rivestono una notevole importanza poiché consentono una maggiore intimità e vicinanza (fisica e affettiva) ed una sorta di piccolo rituale, individualizzato per ciascun bambino. Tale rituale può di stimolare lo sviluppo del bambino su più piani: cognitivo, linguistico, sociale, emotivo e relazionale. Inoltre il cambio condiziona la struttura temporale del servizio e dell’attività delle educatrici e del loro gruppo. 

- il riposo: il riposo pomeridiano è delicato ed importante. Le informazioni fornite dal genitore alle educatrici durante i primi incontri e scritti nella scheda conoscitiva consegnata ad inizio anno, sono di grandissima utilità poiché aiutano le educatrici a preparare il momento del sonno in modo da renderlo il più vicino possibile alle abitudini del bimbo. Per un approccio sereno e sicuro a questo momento sono fondamentali il rispetto della ritualità (nei gesti e nei comportamenti) e la regolarità negli orari. Inoltre è importante che il momento che precede il riposo sia caratterizzato da attività rilassanti che facilitino la predisposizione, sia fisica che mentale, ad addormentarsi. 

- il gioco: il gioco, libero o strutturato, è l’espressione creativa più immediata del bambino. esso gli consente di comunicare 8 con gli altri, di apprendere e crescere, sperimentare e sperimentarsi, esplorando il mondo che lo circonda. 

- le attività: le attività svolte si basano su una programmazione periodica e sono finalizzate allo sviluppo armonico del bambino e comprendono: giochi di manipolazione, espressione grafico pittorica, ascolto ed espressione musicale, giochi di abilità e coordinazione, giochi di socializzazione, giochi simbolici, lettura e il cestino dei tesori per i più piccoli.

- il ricongiungimento: il ricongiungimento avviene in due fasce orarie, alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00. L’educatrice cerca sempre di creare un ‘atmosfera tranquilla e rilassante all’interno del nido, evitando che i bambini abbiano la sensazione di essere in attesa. questo momento offre i genitori e alle educatrici la possibilità di scambiarsi brevi informazioni sull’andamento della giornata, tenendo sempre presente che il bambino dev’essere sempre partecipe e coinvolto in ogni discorso, evitando così che possa sentirsi escluso in un momento per lui così importante. 

PARTECIPAZIONE DEI GENITORI: CENTRALITA’ DELLA FAMIGLIA 

Crediamo in un servizio educativo che collabora strettamente con la famiglia nell’educazione del bambino, in un servizio educativo che non sostituisce i ruoli parentali e che non rimane una semplice assistenza, ma che svolge una funzione attiva. 

La partecipazione della famiglia è centrale e indispensabile e si attua: 

  • nei colloqui personali con le educatrici 
  • nelle assemblee di classe
  • nei momenti di convivenza, quali feste, preparazione di lavoretti per il Natale, Pasqua etc. Inoltre l’incontro quotidiano tra le educatrici e le figure genitoriali che accompagnano o vengono a prendere il bambino favorisce lo scambio d’informazioni tra famiglia e il servizio educativo per una corresponsabilità educativa.


Invece il cento c’è 

Il bambino
è fatto di cento. 
Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare
cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire
cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.
Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.
Gli dicono:
di scoprire il mondo che già c’è
e di cento gliene rubano novantanove.
Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realtà e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.
Gli dicono insomma
che il cento non c’è.
Il bambino dice:
invece il cento c’è.

 -Loris Malaguzzi-